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I DISEGNI SEGRETI DI DANTE

2. TRE MAPPE SIDERALI E LA METAFISICA PITAGORICA

Le TRE CARTE DEL CIELO appaiono, risorgendo dall’ASSENZA DI MATERIA, quando noi sovrapponiamo al numero degli endecasillabi il valore metafisico del numero pitagorico.

Pitagora (da noi lontano circa 2550 anni) ha racchiuso nel SACRO DODICI, cioè nei primi dodici numeri, tutta quella che lui considerava la DIRITTA VIA. Un cammino di natura iniziatica che contempla la RETTIFICAZIONE del nostro pellegrinaggio in terra, rispecchiandola ai misterici valori positivi dell’intero Universo. A partire dal Mistero dell’ATTO CREANTE (Uno e Trino), fino a raggiungere la suprema VERITÀ, unica, indefettibile e certa.

Ebbene sì: stiamo parlando di segrete cose, che possono, a questo punto, farvi sospettare di comprendere poco, ma io vi assicuro che tutto sarà spiegato nel corso di questo articolo. Se poi leggete STELLE SEGRETE E QUIETE (gratis on-line in questo sito), tutto diventerà luminoso come il sole.

Dove sono state nascoste dentro il Poema le Mappe Siderali?

Nei primi dodici versi della cantica infernale, negli ultimi dodici versi del Paradiso, e nei dodici versi centrali del cinquantesimo canto (XVI del Purgatorio).

Tutte e tre le Cantiche terminano con la parola STELLE, e a me piace pensare che siano la segreta indicazione dei disegni segreti del Poeta, oltre ad essere, la sua Opera, scritta dentro le stelle.

La perfezione geometrica della collocazione delle mappe (1, 2 e 3: inizio, centro e fine) vi dovrebbe togliere tutti i dubbi che vi stanno tormentando: non è per niente fantasia del mio sacco! Più di dieci anni della mia vita sono stati spesi a comprendere, e solo in parte, l’architettura geniale del Poema.

PRIMA MAPPA SIDERALE

Questa è la mappa infernale che vi traduce la corrispondenza fra numero e valore metafisico. Sono stati molto sintetizzati i caratteri filosofici attribuiti da Pitagora ai suoi dodici numeri sacri, ma comunque servono a comprendere l’essenza profonda dei singoli versi. Per esempio, al quinto endecasillabo (orbita di Venere) va attribuito il valore contrario della Civiltà: esta selva selvaggia e aspra e forte rinvia allo stato primordiale della Barbarie, quella che sappiamo bene riconoscere quando tutta la nostra persona cade nel panico e nel terrore.

Gli stessi identici parametri valoriali, sono stati usati anche per le altre due mappe siderali.

Quando l’inviduo si trasforma, si trasformano anche i cieli.

Questo messaggio segreto di Dante, dovremmo cucirlo nelle tasche o conservarlo sopra il comodino!

Al Purgatorio non solo riappare la Volta Stellata, Ma nel fondo cielo rimangono solo due grandi conquiste da compiere: la vetta massima dell’AMORE, rappresentata da Venere; e la trasformazione del piombo in oro: Saturno Plumbeo che ha consegnato Dante all’Inferno, tornerà a risplendere nella sua luminosa dorata solarità, solo all’ingresso del suo Cielo, in paradiso.

Saturno rovescia l’orbita di Dante da senso orario in senso antiorario, perché il Primo Mobile o Cielo Cristallino, si muove in opposta direzione a tutti gli altri cieli, I fisici contemporanei confermano che la MATERIA si muove in senso orario, mentre l’ANTIMATERIA si muove in senso opposto.

Devo sottolineare che il PRIMO MOBILE ANTIMATERICO coincide con la MENS DEI, come ben afferma Beatrice:

… e questo cielo non ha altro dove

che la mente divina, in che s’accende

l’amor che ‘l volge e la virtù ch’ei piove.  111

(XXVII, Par.)

Ma questa è la rappresentazione tradizionale del viaggio paradisiaco, come se Dante allargasse sempre di più le sue orbite per giungere all’Infinito che CIRCONDA il tutto.

Invece accade l’esatto contrario: la Mens Dei è il centro del tutto!

In questo caso ho utilizzato il modello medievale dei Cieli, e presumo sia lo stesso usato dall’Alighieri.

Etere e Arco di Fuoco separano la Terra dal Cielo della Luna, per questo la Terra diventa DODICESIMA ORBITA, e non può far altro che muoversi attorno al Centro Della Galassia della Via Lattea, in senso scientifico, ma soprattutto attorno al Mistero dell’Atto Creante, nel centro del cerchio, là dove giace l’Eternità, secondo la filosofia pitagorica. Galilei ha passato i suoi guai mettendo in movimento la terra, e soltanto all’interno di un sistema solare!

Invece l’IMMAGINE che ci offre l’Alighieri è addirittura di ordine galattico, praticamente post-galileiana.

L’Empireo, microscopico e infinito, senza dimensione come il centro della circonferenza, contempla il punto di questo punto: la Mens Dei. E questo viene tradotto nel tredicesimo endecasillabo sciolto:

amor che move il sol e l’altre stelle

Tutti i cento canti terminano con un endecasillabo sciolto: il DIVENIRE impetuoso del ritmo terzinato della materia (sia poetica sia reale) necessariamente deve tornare all’UNO, all’ESSERE, dal quale la materia proviene.

Ma 13 significa anche l’estrema sintesi della DIRITTA VIA:

quando l’Umano irrompe nel Divino, il Divino irrompe nell’Umano

Ma non perché l’Uomo diventa un Dio, e un Dio diventa Uomo, semplicistica scorciatoia alla quale siamo stati troppo abituati negli ultimi tempi.

Ma per il fatto che MATERIA e SPIRITO sono inscindibili, e non due dolorosi opposti. Paradossalmente parlando, la Materia da sola potrebbe essere solo distruttiva, e lo Spirito da solo diventerebbe inesistente.

Questo miracolo che avviene nel centesimo canto, dovrebbe essere perpetuato dentro di noi, qui in terra, in tutti i nostri giorni. Potreste anche pensarlo come ologramma che ci arriva da lontano: i Dodici Apostoli più il Cristo, che sono 13. DIVERSI MA INSCINDIBILI.

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P.S. Vi spiego perché ho sostituito nella Mappa del Paradiso il valore del numero quattro: da Geometria Solida a Tetragono.

Quando noi prendiamo un punto nello spazio e lo congiungiamo a un triangolo piano nasce un TETRAGONO, un solido in terza dimensione. Nasce la nostra libertà di muoverci nello spazio.

Una specie di vista nova.

Però il modello di UOMO che ci offre Dante è un modello TETRAGONO, composto da Corpo, Intelligenza, Intelletto e Spirito.

avvegna ch’io mi senta / ben tetragono ai colpi di ventura (XVII, Par.)

La nostra TETRAGONIA viene introdotta nell’Opera solamente dalla sua Geometria Sacra, perché non si poteva parlare di SPIRITO ai tempi di Dante, essendo stato abolito dalla Chiesa di Roma fin dal sesto secolo.

Quindi un modello eretico.

Ma non basta: il numero quattro inaugura sempre un altro ATTO CREANTE. E ricomincia di nuovo un’altra battuta di valzer pitagorico, PENSARE AGIRE FINIRE.

Tetreis in greco significa: un’altra volta il 3!

E Dante si sentiva (al verso 4) tale e quale al Geometra (verso 1).

Detto questo solo per farvi gustare segrete cose che nessuno vi ha mai detto e che vi dirà mai.

Provate a raccontarlo ai vostri amici che tutti i numeri 4 della Classe dei Numeri Interi, diventa sempre un UNO!

Di Maria Castronovo

Maria Castronovo è nata nel 1953. Laureata in Lettere Moderne alla Statale di Milano, ha insegnato per 40 anni nella scuola pubblica.

Ha pubblicato vari libri e articoli per ELLIN SELAE EDIZIONI

(Il silenzio del fauno, Viaggio in terra di poesia, Sopra il primo fumo caldo, Questi dorati orrori).

Presso TYPEFACE EDIZIONI ha stampato nel 2018:

Pitagora e la Carta Costituzionale del 1948

Donna Selene (Alcesti, Antigone e Medea)

Presso SCEPSI&MATTANA EDIZIONI, nel 2020 è uscito:

Lo Zen e l’arte di sopravvivere alla scuola di (questa) massa

Nel sito di VISIONE ALCHEMICA potete trovare l’archivio delle sue trasmissioni su Dante e su altri argomenti.

Da dieci anni lavora sulla Geometria Sacra del Poema Dantesco, e ha scritto i tre volumi che la riguardano:

STELLE SEGRETE E QUIETE

DANTE E LA STELLA DI BARGA

IL VALZER DEI CANTI STELLATI